Iva agevolata ristrutturazioni 2019, quando si applica l’aliquota del 10%

L’Iva agevolata al 10% si applica per le ristrutturazioni che riguardano lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria della casa.

Nel dettaglio, è prevista l’applicazione dell’Iva agevolata per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su immobili residenziali. Si tratta del regime fiscale dedicato agli interventi di recupero edilizio: restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione. Il riferimento normativo è l’articolo 7 comma 1 lettera b della Legge 488/1999.

Con manutenzione ordinaria si intendono gli “interventi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”.

Con manutenzione straordinaria si intendono “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni di uso”.

Con restauro e risanamento conservativo si intendono gli “interventi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze d’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio”.

Con ristrutturazione edilizia si intendono gli “interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, la eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti”.

Il comma 19 dell’articolo unico della Legge di Bilancio 2018 fornisce un’interpretazione autentica sulla definizione dei beni significativi assoggettati all’Iva agevolata al 10%. Le regole per la determinazione dei beni soggetti ad Iva agevolata al 10% sono: il calcolo del valore dei beni significativi si effettua sulla base dell’autonomia funzionale delle parti staccate rispetto al rispetto al manufatto principale; rientrano tra i beni significativi tutti gli oneri che concorrono alla produzione dei beni stessi: materie prime e manodopera.

I fabbricati civili che possono usufruire dell’Iva al 10% sono quelli a prevalente destinazione abitativa ovvero quelli che hanno più del 50% della superficie adibita ad uso privato. Nel dettaglio, le categorie di immobili ammesse all’Iva ridotta sono:

unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali da A/1 ad A/11, esclusi gli uffici A/10;
relative pertinenze;
parti comuni degli edifici a prevalente destinazione abitativa;
edifici di edilizia residenziale pubblica se connotati dalla prevalenza della destinazione abitativa;
edifici assimilati alle case di abitazione non di lusso, se costituiscono stabile residenza di collettività (vedi i conventi o gli ospizi).
Non si applica l’Iva agevolata al 10%:

ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori;
ai materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente;
alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi finalizzati al recupero edilizio;
alle prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei lavori (in tal caso, la ditta subappaltatrice deve fatturare con l’aliquota Iva ordinaria del 22% alla ditta principale che, successivamente, fatturerà la prestazione al committente con l’Iva al 10%, se ricorrono i presupposti per farlo).