Detrazione Imu prima casa, via libera se dimora abituale della famiglia

Con l’ordinanza n. 6634 la Cassazione ha stabilito che ai fini della detrazione Imu la prima casa non è quella acquistata nel luogo dove si lavora, ma è la dimora abituale di tutta la famiglia.

Secondo quanto specificato dall’ordinanza n. 6634 del 7 marzo 2019, è onere del contribuente dimostrare che anche coniuge e figli vivono nella casa. Con tale ordinanza la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del proprietario.

Tutto nasce con la notifica di un accertamento della maggiore imposta. Il proprietario dell’immobile si era difeso sostenendo che l’abitazione era situata nel Comune presso il quale era collocata la sua sede di lavoro. Ma per l’ente locale la circostanza era irrilevante, questo perché dai documenti era risultato che la moglie e i figli vivessero altrove.

In sede di merito e di legittimità ha vinto la tesi dell’amministrazione. Nel motivare la decisione, i Supremi giudici hanno ricordato che in tema di Imu “ai fini della spettanza della detrazione prevista, per le abitazioni principali (per tale intendendosi, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica), dall’art. 8 del dlgs n. 504 del 1992 (come modificato dall’art.1, comma 173, lett. b), della legge n. 296 del 2006, con decorrenza dall’1 gennaio 2007), occorre che il contribuente provi che l’abitazione costituisce dimora abituale non solo propria, ma anche dei suoi familiari, non potendo sorgere il diritto alla detrazione ove tale requisito sia riscontrabile solo per il medesimo”.

La detrazione Imu di cui all’art. 8, comma 2, dlgs 504 del 1992, il quale dispone che “per l’abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente”, non è indissolubilmente legata alla residenza anagrafica, e ciò non è affatto contraddetto, ma semmai reso più evidente dalla modifica normativa apportata dall’art. 1 comma 173, legge n. 296 del 2006 (Finanziaria 2007).

Secondo la nuova disposizione, per abitazione principale si intende, salvo prova contraria, quella residenza anagrafica che si limita a introdurre una presunzione relativa e non supera il concetto di abitazione principale fondato sul criterio della dimora abituale.